Farfalle

Domenica 5 giugno 2022, Pentecoste

Da metà primavera a fine estate i prati sono un tripudio di farfalle dalle variate forme e colori. Fotografarle richiede una certa pratica e si possono usare diversi tipi di obiettivi per arrivare allo scopo. In questo breve articolo riassumo quanto ho potuto osservare sul campo sinora, con l’equipaggiamento in mio possesso.

Una prima considerazione, visto che si parla di soggetti in attività spesso frenetica sui fiori su cui sono posati, va fatta sulla messa a fuoco. Potrebbe apparire scontato che quella automatica sia necessaria, ma non è vero: la zigena delle prime due foto è stata ritratta con un obiettivo a fuoco manuale (un Nikkor da 50 mm montato su un adattatore con un tubo elicoidale di focalizzazione, ovvero un tubo la cui lunghezza può essere variata), nonostante fosse piuttosto attiva; le foto sono state scattate nel tardo pomeriggio estivo, pur se ad alta quota, con una temperatura relativamente alta — cosa che rende gli insetti ancora più eccitati.

NEX-6 + Nikkor 50mm ƒ/1.8D AF @ 50 mm, 1/640 sec @ ƒ/5.6, +1.00 EV, ISO 400, focusing helicoid, hand-held.

Zygène de la filipendule sur un épi de lavande (Zygaena filipendulae, Lavandula angustifolia).

La messa a fuoco è stata ottenuta muovendo tutto il corpo macchina avanti e indietro (l’apposita ghiera del tubo elicoidale non consente di operare con velocità sufficiente), scattando quando nel mirino c’era l’impressione di avere un’immagine nitida. Sorprendentemente in questa sessione sono state davvero poche le immagini da scartare. Queste due foto sono tra le migliori nella mia collezione di farfalle (e altri invertebrati).

NEX-6 + Nikkor AF-D 50 mm f/1.8 @ 50 mm, 1/250 sec @ ƒ/8, +0.70 EV, ISO 400, focusing helicoid, hand-held.

Zygène de la filipendule sur un épi de lavande (Zygaena filipendulae, Lavandula angustifolia).

Visto che l’obiettivo usato per la foto precedente è un 50 mm, ovvero un teleobiettivo molto moderato per il sistema APS-C, anche un secondo luogo comune viene sfatato: che le farfalle non si facciano mai avvicinare. Le zigene in particolare sono piuttosto confidenti, probabilmente perché sono velenose se ingerite e si ritengono relativamente al sicuro dai predatori, ma non sono le uniche specie amichevoli: per esempio la tecla dei rovi e la galatea qui sotto sono state ritratte con un grandangolare macro da 20 mm (un Tamron 20mm F/2.8 Di III RXD) posizionato a pochi centimetri dal soggetto. Dunque si possono fotografare farfalle anche con obiettivi grandangolari, i quali consentono sia inquadrature in cui il soggetto è isolato, sia inquadrature “ambientate” nel contesto (la differenza la fa la separazione fisica dallo sfondo e l’impostazione del diaframma). Inoltre la distanza di lavoro (misurata tra l’elemento frontale dell’obiettivo e il soggetto) è corta, così il compito di mantenere l’obiettivo ortogonale alle ali è facilitato in quanto richiede brevi spostamenti.

Sony α6600 + Tamron 20mm F/2.8 Di III RXD @ 20 mm, 1/4000 sec @ ƒ/2.8, -1.00 EV, ISO 640, hand-held, slightly cropped.

Tecla del rovo (Callophrys rubi).

Sony α6600 + Tamron 20mm F/2.8 Di III RXD 1:2 @ 20 mm, 1/1000 sec @ ƒ/11, -1.70 EV, ISO 400, hand-held.

Galatea (Melanargia galathea).

Questo ovviamente non vale per tutte le specie di farfalle o per tutte le circostanze: indipendentemente dalle attitudini delle bestiole, a volte non ci si può avvicinare perché ostacoli fisici si frappongono. Se la distanza di lavoro aumenta è necessario un teleobiettivo; magari anche uno molto spinto come un 500/600 mm. Il rapporto di ingrandimento, tuttavia, non aumenta necessariamente con l’aumentare della lunghezza focale, ma se non si desidera che l’insetto occupi una porzione rilevante dell’immagine (ad esempio per dare risalto anche al fiore e allo stelo su cui è posato) questo non è necessariamente un problema. Sinora non ho mai provato questo tipo di scatto con un teleobiettivo estremo, ma qualche volta ne ho usato uno per fotografare fiori, come nella foto qui sotto; ci si può immaginare come apparirebbe una farfalla posata su di essi. Il problema dei teleobiettivi molto lunghi è l’ingombro ed il peso, che limitano notevolmente la maneggiabilità a mano libera. Con il treppiede non ci sono problemi, ma l’accessorio impedisce di inseguire agevolmente le farfalle di fiore in fiore.

Sony α6000 + Sigma 150-600mm ƒ/5-6.3 DG OS HSM Contemporary @ 500 mm, 1/800 sec @ ƒ/6.3, -0.70 EV, ISO 400, hand-held.

Narciso nostrale fiorito (Narcissus tazetta).

Se si desiderano ingrandimenti maggiori si può usare un teleobiettivo macro. Se è di lunghezza focale moderata, come per esempio il Sigma 105mm F2.8 DG DN Macro Art usato qui sotto, è ancora necessario avvicinarsi abbastanza al soggetto. La messa a fuoco automatica di questo obiettivo, inoltre, non è il massimo di velocità. Teleobiettivi macro a focale più lunga, come i modelli da 180/200 mm, possono essere anche più vantaggiosi; ma per il momento non ne esistono per il sistema Sony.

Sony α6600 + Sigma 105mm F2.8 DG DN Macro Art @ 105 mm, 1/500 sec @ ƒ/2.8, ISO 800, hand-held.

Galatea (Melanargia galathea).

Sony α6600 + Sigma 105mm F2.8 DG DN Macro Art @ 105 mm, 1/640 sec @ ƒ/2.8, -0.70 EV, ISO 800, hand-held.

Galatea (Melanargia galathea).

Il Sony FE 70-200mm F4 G OSS con lente addizionale è un’altra possibilità: da misurazioni che ho effettuato in passato, questa combinazione permette di ottenere un rapporto di ingrandimento sino a 0.7x (rispetto allo 0.15x ottenibile dall’obiettivo senza accessori) che, specialmente nel caso di piccole farfalle come la tecla del prugnolo, è davvero molto utile; tuttavia la profondità di campo è molto limitata anche chiudendo il diaframma (il che può andare bene a patto che l’animale tenga le ali chiuse e che ci si possa posizionare ortogonalmente, altrimenti è un problema). Purtroppo non solo la distanza di lavoro è ancora piuttosto ravvicinata (varia tra i 28 cm e i 32 cm), ma è anche molto limitata: fuori da quei 4 cm non è proprio possibile mettere a fuoco. Se i potenziali soggetti ricadono all’esterno di quella fascia è necessario muoversi in continuazione per farceli rientrare. La lente addizionale è più adatta per insetti statici o che almeno non volano via. La messa a fuoco automatica generalmente non funziona o è inaffidabile, così anche in questo caso bisogna lavorare muovendo il corpo macchina avanti e indietro. Con una lente addizionale di qualità, come la Marumi DHG 330, la nitidezza non viene degradata significativamente rispetto a quella nativa dell’obiettivo.

Sony α6300 + Sony FE 70-200mm F4 G OSS @ 153 mm, 1/1600 sec @ ƒ/8, -0.30 EV, ISO 400, close-up lens Marumi DHG 330 (+3), hand-held.

Tecla del prugnolo su fiori di carota selvatica (Satyrium spini, Daucus carota).

Sony α6300 + Sony FE 70-200mm F4 G OSS @ 93 mm, 1/3200 sec @ ƒ/8, -1.30 EV, ISO 1600, close-up lens Marumi DHG 330 (+3), hand-held.

Cavolaia maggiore (Pieris brassicae).

Anche i tubi di estensione si dimostrano molto utili per fotografare farfalle. Con 26 mm di estensione, lavorando con lo zoom è possibile mettere a fuoco da una distanza minima di 17 cm ad una massima di almeno 130 cm (non ho misurato con precisione il valore massimo, ma grossomodo dovrebbe essere 2 m) arrivando ad un rapporto di ingrandimento sino a 0.5x. L’ulteriore vantaggio è che la messa a fuoco automatica funziona molto bene ed in modo affidabile. Al momento ritengo questa combinazione come la più flessibile, specialmente se si è in un campo fiorito con molti insetti che volano e si posano qua e là per pochi decimi di secondo: tutti quelli nel raggio di circa due metri sono a portata.

Sony α6300 + Sony FE 70-200mm F4 G OSS @ 200 mm, 1/250 sec @ ƒ/5, -0.70 EV, ISO 100, 26mm extension tube, hand-held.

Galatea (Melanargia galathea).

Sony α6300 + Sony FE 70-200mm F4 G OSS @ 200 mm, 1/1250 sec @ ƒ/6.3, -4.70 EV, ISO 100, 26mm extension tube, hand-held.

Silvano (Ochlodes sylvanus).

Sony α6300 + Sony FE 70-200mm F4 G OSS @ 200 mm, 1/640 sec @ ƒ/6.3, -1.00 EV, ISO 800, 26mm extension tube, hand-held.

Pieride del biancospino (Aporia crataegi).

La qualità dello sfocato è molto importante: come si può vedere dagli esempi in questo articolo, tutte le combinazioni mostrate permettono di ottenerne di ottima se c’è lo sfondo opportuno. Sinora non ho confrontato scatti dello stesso soggetto in identica posizione con i diversi obiettivi per vedere quale combinazione, a parità di condizioni esterne, produca lo sfocato migliore.

Altre foto di farfalle sono disponibili nella raccolta tematica “Invertebrati”.

Sony α6000 + Sony FE 70-200mm F4 G OSS @ 135 mm, 1/250 sec @ ƒ/4, +0.30 EV, ISO 100, 26mm extension tube, hand-held.

Cedronella su fiori di erba viperina (Gonepteryx rhamni, Echium vulgare).